Caro Gammal,
rileggendo i commenti al post di san Valentino, mi sono soffermato sul diciannovesimo (cfr.
©), di Giovanni, e sul tuo successivo (cfr.
©). Giovanni ricorda l'eternità del Verbo/Cristo ed il Suo conseguente precedere la Creazione (nonché, a fortiori, l'Incarnazione); tu citi la contemporaneità di Maometto, Adamo e Cristo.
C'è un versetto della sura
Le formiche, il quarantesimo, che m'ha sempre colpito. Quando Salomone chiede ai suoi chi di loro sia in grado di portargli il trono della regina di Saba, dopo un demone (che assicura di poterlo fare prima che il re si sia levato in piedi), si fa avanti "uno che conosceva il Libro", il quale in un batter d'occhi fa comparire il trono.
Ergo,
il Corano c'era già, prima che venisse rivelato al Profeta; inoltre
qualcuno, già al tempo di Salomone, ne era a conoscenza.
Che ne dici, di questo eterno presente? Ci risentiamo nei commenti.
La Pace sia con te.
Asno