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regole

Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana. (cfr. ©).
21/04/2008

Caro Asno,
per essere due bestie da soma, tu ed io, siamo ancora abbastanza validi. Validi ed intercambiabili, sembra, visto che più d'un post a firma tua in realtà l'ho scritto io. E viceversa, ovviamente.
Ancora validi, dicevo, ad onta degli oltre ventidue lustri che totalizziamo.* Se si arruolasse anche Jam, nel nostro caravanserraglio, mi sa che raggiungiamo i trenta lustri. Certo, aerea com'è, non potrà fare né il ciuccio, né il cammello. Chissà se è disposta a fare la capretta, lei che ama arrampicarsi tra una capriola e l'altra lungo le capriate delle montagne tibetane? In fondo, anche il lama (benché classificato come camelide) sembra una capra. Le mettiamo uno zainetto sulle spalle, alla povera Jam, e ne facciamo un'agile e aggraziata bestiola da soma.


* Bel termine, «lustro», per indicare un quinquennio, vero? Eppure nessun dizionario etimologico ti sa spiegare il perché (c'è chi - cfr. © - lo associa al censimento quinquennale latino e chi - cfr. © - ne fa un equivalente della finanziaria moderna, oggi annuale e ieri lustrale, appunto, perché ti lasciava con la coscienza [e con la borsa] pulita). La spiegazione è molto più semplice: i cinque anni che compongono il lustro sono i cosiddetti «grandi anni», della durata di circa 13.000 anni ciascuno (la metà, cioè, d'una intera precessione equinoziale), dimodoché il lustro copre un periodo di più o meno 65.000 anni, ovvero un manvantara. E alla fine di ogni manvantara, come sai, il buon Dio fa le pulizie di Pasqua e linda e lustra una volta con l'acqua e una volta col fuoco, purificando Madre Terra da tutta la nostra immondizia. Ora, come «purificazione» è dal greco pyr ("fuoco"), così l'acqua lustrale illustra sia la storia istoriata dei millenni passati che la storia illustrata [con disegni, fumetti, cartoon, telefilm e kolossal di eccezionale rilevanza scientifica] di quelli futuri. E stavolta tocca al settimo manvantara, quello del giro di boa. Sarà un'illustrissima perlustrazione.

E tu non pensar male, somaro che non sei altro. Lo sai che non bevo. Quel che berrei volentieri è invece il soma indù, ovvero lo haoma persiano, insomma l'ambrosia greca. Del vino cristiano, no, non posso berne (anche se tu lo consideri sangue divino versato dal calice del Graal).
Di palo in frasca, anzi - come dice Jam - "di frasca in fiasco" (cfr. ©, commento n° 38), ti lascio con un tributo alla bellezza femminile.
- Davvero il vino addolcisce le fattezze. Tu, per esempio, sei già più bella di prima.
- Ma io non sto bevendo vino.
- Tu no, ma io sì.

Bi salama.
Gammal

Commenti
#1   22 Aprile 2008 - 13:42
 
ma non lo sai che io sono già insieme a Lalla nel caravanserraglio dei fiori di loto? Il fait des lustres que j'habite labà! in francese i lustres sono anche i lampadari in cristallo...ciao! !jam
utente anonimo

#2   22 Aprile 2008 - 15:11
 
Quando dici 'ste cose mi fai sentire come un asino in un negozio di Lalique. Vero è che un elefante farebbe più danni. Sai, all'ombra del Vesuvio con "l'asino in mezzo ai suoni" indicano chi è completamente frastornato. Lustri, lustres e lustrini, troppo lustro.
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