Caro Asno,
per essere due bestie da soma, tu ed io, siamo ancora abbastanza validi. Validi ed intercambiabili, sembra, visto che più d'un post a firma tua in realtà l'ho scritto io. E viceversa, ovviamente.
Ancora validi, dicevo, ad onta degli oltre ventidue lustri che totalizziamo.* Se si arruolasse anche Jam, nel nostro caravanserraglio, mi sa che raggiungiamo i trenta lustri. Certo, aerea com'è, non potrà fare né il ciuccio, né il cammello. Chissà se è disposta a fare la capretta, lei che ama arrampicarsi tra una capriola e l'altra lungo le capriate delle montagne tibetane? In fondo, anche il lama (benché classificato come camelide) sembra una capra. Le mettiamo uno zainetto sulle spalle, alla povera Jam, e ne facciamo un'agile e aggraziata bestiola da soma.

* Bel termine, «lustro», per indicare un quinquennio, vero? Eppure nessun dizionario etimologico ti sa spiegare il perché (c'è chi - cfr.
© - lo associa al censimento quinquennale latino e chi - cfr.
© - ne fa un equivalente della finanziaria moderna, oggi annuale e ieri lustrale, appunto, perché ti lasciava con la coscienza [e con la borsa] pulita). La spiegazione è molto più semplice: i cinque anni che compongono il lustro sono i cosiddetti «grandi anni», della durata di circa 13.000 anni ciascuno (la metà, cioè, d'una intera precessione equinoziale), dimodoché il lustro copre un periodo di più o meno 65.000 anni, ovvero un manvantara. E alla fine di ogni manvantara, come sai, il buon Dio fa le pulizie di Pasqua e linda e lustra una volta con l'acqua e una volta col fuoco, purificando Madre Terra da tutta la nostra immondizia. Ora, come «purificazione» è dal greco
pyr ("fuoco"), così l'acqua lustrale illustra sia la storia istoriata dei millenni passati che la storia illustrata [con disegni, fumetti, cartoon, telefilm e kolossal di eccezionale rilevanza scientifica] di quelli futuri. E stavolta tocca al settimo manvantara, quello del giro di boa. Sarà un'illustrissima perlustrazione.
E tu non pensar male, somaro che non sei altro. Lo sai che non bevo. Quel che berrei volentieri è invece il
soma indù, ovvero lo
haoma persiano, insomma l'ambrosia greca. Del vino cristiano, no, non posso berne (anche se tu lo consideri sangue divino versato dal calice del Graal).
Di palo in frasca, anzi - come dice Jam - "di frasca in fiasco" (cfr.
©, commento n° 38), ti lascio con un tributo alla bellezza femminile.
- Davvero il vino addolcisce le fattezze. Tu, per esempio, sei già più bella di prima.
- Ma io non sto bevendo vino.
- Tu no, ma io sì.
Bi salama.
Gammal