Caro Asno,
ti segnalo tre link ad articoli diversissimi tra loro, ma solo all'apparenza. Tutti concordano, infatti, nel denunciare lo strapotere mediatico di cui, quasi sempre inconsapevolmente, ciascuno di noi è vittima.
Il primo è di Miguel (
Le grandi domande II, cfr.
©), che definisce il blog un "caso estremo di individualizzazione o di atomizzazione". In effetti, atomo ed individuo sono sinonimi di "non divisibile [ulteriormente]". Il bello del suo pezzo, però, è nel chiarire che "più si è individualizzati, più si diventa uguali agli altri. Infatti, il massimo di individualizzazione (o di 'libertà') è anche il massimo di impotenza, perché in ogni istante l'atomo si trova indifeso di fronte alla pressione circostante: se non esiste la possibilità di formare alcun blocco che opponga resistenza, ciascun individuo viene spinto" dove - concludo io - lo spinge la massa amorfa degli altri individui, spinta a sua volta dall'ipnosi collettiva dei media di regime.
Non mi dilungo nella citazione perché devi leggerlo tutto. Di mio aggiungo solo che il blocco di cui parla Miguel non è altro che la famiglia, la famiglia allargata ed infine la grande famiglia (la
umma) dei credenti nell'Unico. Questo è il solo limite di Miguel, che, per quanto lucidissimo, nella sua laicità non riesce ad interpretare in chiave ultraterrena lo scontro in atto, ovvero a vedere nel potere mediatico (sovvenzionato dal potere finanziario) il potere di Satana.
Il secondo è di E. Galoppini (
Bambino americano «miracolato», cfr.
©, presso
FDF), che si sofferma sull'eccessiva risonanza data allo smarrimento ed al successivo ritrovamente, poche ore dopo, di un bambino americano dal nome ebreo. La cosa stupisce, in effetti. "Altri bambini non fanno mai «notizia», anche se «spariscono» in un altro modo: si pensi ai bambini palestinesi trucidati dall’esercito sionista, che non solo non sono mai l’argomento della «notizia d’apertura», ma vengono eufemisticamente contati tra i «morti palestinesi»".
Qual è il trucco, allora? "Quello che resta impresso è che il bambino americano è scomparso in Vaticano e poi è ricomparso in via Vittorio Veneto, dove c’è l’ambasciata degli Stati Uniti. Si consideri che un bambino è il simbolo dell’innocenza, e tutti sono turbati dalla scomparsa di un bambino. Ovviamente, il luogo in cui un bambino scompare non viene percepito come un «bel posto». Questo «brutto posto» è il Vaticano.
A questo punto bisogna ricordarsi che proprio in quei giorni il Papa era negli Stati Uniti, dove ha riscosso un notevole successo, soprattutto nel recuperare una situazione difficile per la Chiesa, dopo lo «scandalo dei preti pedofili», vicenda che al di là di qualche possibile caso di pedofilia in abito talare ha assunto le dimensioni di un affare di tipo diverso: un «affare di Stato». O una macchinazione ordita per ricattare un ambiente da imbarcare nello «scontro di civiltà». Il bambino, si ricordi, è la vittima della pedofilia.
Quindi il bambino americano rappresentava tutti i bambini americani vittime dei mostruosi «preti pedofili». Infatti, «è sparito in Vaticano»; e dove «riappare»?
All’ambasciata americana".
Ti dirò che m'ha fatto piacere leggere questo brano, perché la visita papale a quel satanista notorio che è Bush, burattino a capo di uno stato che ieri (quarant'anni fa, per l'esattezza) ha ufficializzato e che domani imporrà con la forza sull'intero pianeta la cosiddetta «chiesa di Satana», non m'è piaciuta affatto. E passi Ratisbona - mi sono detto - e passi pure Magdi Allam (due casi di pronta strumentalizzazione mediatica, in senso antimusulmano, di quella che voglio credere ingenuità), ma una terza gaffe è troppo. Così, invece, un'attenuante c'è. E. Galoppini conclude infatti col dire che l'avvertimento è chiarissimo: «Occhio che se sgarrate facciamo scoppiare un altro scandalo dei preti pedofili».
Il terzo è il migliore, del buon Petrus (
Contro la volgarizzazione, cfr.
©). Citando sant'Agostino, a proposito della dottrina iniziatica, premette che, "da un lato, simili verità non sono facilmente comprese se non da quanti, purificandosi da ogni vizio, si siano elevati a un certo diverso, più che umano modo di vivere; dall’altro lato, si macchia di una colpa non lieve chiunque, sapendo queste verità, abbia voluto insegnarle ad individui qualsiasi". E tu sai meglio di me quanti blog si macchino di questa colpa. Ma, tornando a Petrus, devi leggere per intero anche questo post, la cui chiusa è molto bella perché sintetizza ciò a cui si attengono, tra tanti bipedi (magari alati), anche due quadrupedi come noi: prepararci al ritorno di Isa/Gesù "senza entrare in polemica con nessuno, senza perdere tempo in apologetiche diatribe che lasciano il tempo che trovano, bensì conservando intatto il discernimento del bene e del male".
Ma'as salama.
Gammal