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regole

Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana. (cfr. ©).
29/04/2008

Caro Asno,
ancora a proposito del post di Miguel (cfr. ©), c'è da dire che effettivamente quel che accomuna gran parte degli utenti questo «spammo» - come dice la quattrenne che presumo esser figlia di Miguel stesso - è la labilità. Chiamala inconsistenza, volubilità, leggerezza, menefreghismo, inaffidabilità, pensala causata dall'eccesso di stimoli ("un post al giorno leva il medico di torno", "i commenti son come le ciliegie, 'ché l'uno tira l'altro") o dall'obiettivo scadimento della qualità umana di quest'ultimo quarto di girotondo, sta di fatto che ci stiamo volatilizzando come gli atomi di quel fessacchiotto di Democrito.*
Naturalmente né tu né io siamo esenti da questa malattia, che potremmo anche definire pura e semplice disintegrazione di un individuo che, lungi dall'essere indivisibile, avendo perso il proprio centro di autoaggregazione, di volta in volta si sfalda in sotto-personalità sempre più parziali (e perciò sempre più infantili).
Se ne fossimo esenti, come potremmo diagnosticarla?
Chi non ha mai sniffato non può riconoscere uno sniffatore.
Su ciò vedi l'assioma del petente di Pozzuoli (cfr. ©), che, per due bestie da soma come noi, è abbastanza pertinente. La differenza che passa tra lo stare in groppa a un quadrupede e lo stargli dietro, lo sai, è che in questo caso l'ultimo tanfo non è mai l'ultimo.

* Criminale, più che fessacchiotto. Prima si inventò l'esistenza del vuoto, ovvero la presenza di una assenza, poi quella del caso. Si può ben dire che la modernità l'ha partorita lui, fecondato artificialmente come fu da chissà quale venticello puzzolente. Come ci si può immaginare il vuoto? Nel peggiore dei casi, se sei orbo, puoi dire che non vedi di che cosa è pieno, quello che tu chiami vuoto. Il sacro Corano (XIII, 11) spiega che "ci sono angeli sia davanti che di dietro ad ogni uomo" e il Profeta (s) aggiunge - riferisce Jabir (r), riportato da Tabarani - che "non c'è neppure un palmo, né di terra, né di cielo, che non sia occupato da un angelo in piedi, in ginocchio o prosternato".

Bi salama.
Gammal

Commenti
#1   29 Aprile 2008 - 14:33
 
Se Dio vuole, ci risentiamo il 5 maggio.
A proposito di uno scambio di battute con Carlo, quelli si pensano immortali, ma prima o poi "starà la spoglia immemore, orba di tanto cospiro". Non lo sanno che poi, nella tomba, se la vedranno con Munkar e Nakir, gli angeli del supplizio.
Allahumma inni a'udhu bika min 'adhab-il-qabr, wa min 'adhabi Jahannam, wa min fitnat-il-mahya wa-l-mamat, wa min šarri fitnat-il-Masihi ad-Dajjal.
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#2   30 Aprile 2008 - 23:27
 

vero.
Miguel segnala anche la tendenza verso la "smaterializzazione", e pare che la direzione sia sempre quella.

Ci ha messo millenni il mondo per solidificarsi, ma a quanto pare impiegherà molto meno per dissolversi.

A volte mi chiedo se anche noi, inconsapevoli o meno, non ci siamo dentro fino al collo.

Un caro saluto :-)
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