Caro Gammal,
oggi faccio una cosa forse poco corretta. Anziché del mio, ti mando qualcosa prima del tuo e poi di Rosanna. Si tratta della coda dei commenti (cfr.
© e successivi) al post del 26 febbraio. Ciò perché Rosanna ha citato a tuo carico un testimone d'eccezione, peraltro ospite onorario di questo blog, ovvero il paulista Zaccheo. Paulista non perché tifi per Ron Paul (sebbene lo faccia), né perché rappresenti un caffè (sebbene ne abbia l'effetto), ma perché modestamente rifiuta l'appellativo «tomista». "La mia devozione a Tommaso - dice infatti - non è maggiore di quella nei confronti della piccola Teresa di Lisieux". E così conclude: "Ah, Paolo, Paolo, fratello mio!".
Stante la rilevanza del post citato da Rosanna (cfr.
©), ho perciò pensato bene di aprire una nuova conversazione, sebbene idealmente collegata a (e provocata da) quella vecchia. Ma andiamo per ordine, partendo dalle tue osservazioni notturne (06 marzo 2008 - ore 03:42).
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«Ora che mi son riposato, prima delle preghiere mattutine (ormai il giorno si allunga e albeggia presto), provo a dare qualche risposta a Rosanna.
Che scrive: "Parto dall'intervento di Umar, che esordisce definendo Padre Pio un 'santo' e un 'iniziato'. Agli occhi di una cattolicuzza come me, l'associazione dei due epiteti mi suona come minimo 'eretica'".
Non ho intenzione di avventurami in alcuna eresia; vedremo in seguito perché. A meno che non si voglia intender queste secondo il loro significato letterale, senza cioè il senso corrente del termine (che lo vede in opposizione alla regolarità ortodossa); eresia vorrebbe dire in quel caso "scelta", e tale potrebbe essere la mia, poiché alla fin fine ognuno sceglie di dire quel che sa o parte di quel che sa e tacere il resto, o addirittura mentire.
Rosanna continua con una serie di domande.
"Iniziato? Iniziato da chi? Padre Pio ha, per caso, ricevuto delle 'istruzioni' particolari di cui tutti gli altri fedeli sono stati tenuti all'oscuro? La fonte del suo sapere era 'diversa' da quella a cui si abbeverano tutti i comuni cristiani? La Chiesa, Madre e Maestra di tutti noi (compreso Padre Pio) ha impartito al Santo di Pietralcina delle speciali 'tecniche' ascetiche, precluse al popolo bue?"
Provo a rispondere.
Iniziato è un termine chiaro; nel Cristianesimo ha un significato preciso e indiscutibile. Sia in senso exoterico che esoterico. Ecco una delle tante conferme possibili, riguardo all'aspetto essoterico dell'Iniziazione, in un link (cfr.
©) preso al volo, senza cercare oltre. Dunque, assodato il fatto che la necessità dell'Iniziazione sia tutt'altro che una pretesa eretica, ma al contrario parte integrante del cammino di Fede, veniamo alla seconda domanda.
"Iniziato da chi?"
Per quanto concerne l'aspetto essoterico lo abbiamo ben visto, un sacerdote è iniziato dalla Chiesa stessa che ne è depositaria regolare e autorizzata. Per quanto concerne l'esoterismo c'è poco da dire. Senza aver studiato a fondo tale tema, ribadisco il mio consiglio di orientarsi verso Guénon (che fu chiamato giustamente "bussola infallibile"), per farlo in modo completo. Non c'è una risposta possibile, così su due piedi. Potrei dire che Padre Pio fu iniziato da chi aveva l'autorità di iniziarlo, e ciò senza tema d'inganno.
Riguardo alle "istruzioni" ricevute, la cosa mi pare evidente. Basta rivolgere la domanda a se stessi. Chi fra i contemporanei ha ricevuto ciò che ha ricevuto Padre Pio? Basti guardare alla sua vita e ce ne rendiamo subito conto; evidentemente sapeva cose che quasi tutti ignorano e i suoi poteri erano testimonianza di un miracolo vivente.
La fonte (la causa prima) del sapere di Padre Pio era Dio; è sempre Dio la fonte per tutte le creature, questo è sicuro. Ma un conto è cosa Dio vuol far sapere ad un asino (e a un cammello), un altro ciò che vuol far sapere a Platone, tanto per far un esempio. Ora a Padre Pio è evidente che Egli abbia voluto dare qualcosa di non comune, altrimenti saremmo tutti santi e iniziati come lui.
Riguardo al rapporto fra santi e Chiesa il discorso è complesso; Padre Pio non fa eccezione. Senza minimamente voler criticare la necessità di opportune verifiche di regolarità e ortodossia, constato che spesso la Chiesa stessa (ma, intendiamoci, questo vale per ogni autorità di ordine essoterico, inserita nel suo opportuno contesto) accumula dei ritardi di comprensione, dei deficit di pronto riconoscimento (quando non delle vere e proprie preclusioni) verso i suoi santi, i suoi figli migliori, gli iniziati appunto (che tale dovrebbe esser il senso "pratico" di tale termine). La Chiesa non ha perciò impartito alcuna istruzione speciale al santo in questione (il che neppure potrebbe, non essendo il soggetto designato a tale compito).
Scrive ancora Rosanna:
"Che la persona fosse dotata di doni eccezionali, questo non lo metto in dubbio, ma che fosse munito di un 'sapere' esclusivo, questo lo trovo più ostico da digerire.
E' probabile che l'inghippo (o il punto critico) stia nella definizione del termine 'iniziato', che non appartiene alla terminologia cattolica e la cui estensione a 'fenomeni' tipicamente cattolici mi suona inadeguata. Ora, avendo io confessato il mio 'peccato originale' di non volermi occupare dell'opera di Guénon (ritenendola non determinante per il destino ultimo dell'anima mia), sono decisamente all'oscuro dell'universo 'classificatorio' che il suddetto ha elaborato a partire dal suo vastissimo studio delle maggiori tradizioni religiose dell'umanità".
Una sola cosa ancora e concludo. Non è un peccato originale quello di ignorare Guénon, il problema è semplicemente comprendere l'ambito in cui ci si trova. C'è chi della religione vuole vedere solo l'aspetto essoterico e chi no. Tutto lì. Guénon non ha praticamente detto nulla di suo: sta proprio lì la sua importanza, non c'è un essere che ritiene di fare questo o quello liberamente, c'è una semplice trasmissione che va a tappe, inizia con
Crisi del mondo moderno e finisce con
Gli stati molteplici dell'essere. È un percorso che si snoda in una trentina di opere. Non si inizia dalla metà, ma dall'inizio; e non lo si fa per caso, ma con l'intento di sapere cosa sia la Tradizione e tutto quanto ne consegue.
I Cavalieri Templari, per esempio, erano cristiani tradizionalmente regolari (tanto che Filippo il Bello dovette massacrarli), avevano un Maestro, erano iniziati, si occupavano della religione sia considerandone l'aspetto esteriore che quello interiore, sia temporale che spirituale, sia essoterico che esoterico, sia metafisico che fisico.
Tanto per dire che non tutti i cristiani la vedono allo stesso modo. Dico questo senza voler minimamente offendere nessuno; anzi trovo ammirevole avventurarsi in tali selve (a questo proposito, altro grande iniziato cristiano fu Dante) e restare svegli e vigili. Lo vedo come un segno di buona attitudine».
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Graziosamente, Rosanna ribatte come segue.
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«A proposito di Dante e l'esoterismo, mi piace rinviare ad un interessantissimo post del piccolo Zaccheo, dal titolo
Notarelle su cattolicesimo e massoneria (2), che risale al luglio del 2006 (cfr.
©). Mi faccio biecamente scudo della sua Autorità! Spero non me ne voglia».
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Prima di salutarti, brutto infedele, voglio aggiungere due cose. Ribadito il mio apprezzamento delle tue posizioni gnostiche, regolarmente cresciute all'ombra dell'Islam, ti ricordo che, se è possibile professarsi musulmano ed insieme esoterista,* oggi come oggi, ovvero da qualche secolo a questa parte, o si è cattolici o si è esoteristi. Il calibratissimo post di Zaccheo inquadra perfettamente la questione.
Ciò detto, non vedo la necessità di ipotizzare tracce di esoterismo in padre Pio. Per quanto mi è dato sapere, le sue prodigiose capacità sono state concesse dal Signore anche ad altri mistici. E il misticismo, come sai, non trabocca dall'ambito exoterico. È vero che la Chiesa, in ispecie Giovanni XXIII (cfr. la prima nota a
©), lo ha osteggiato, ma altri mistici illustri hanno avuto la stessa sorte.
* Tuttavia, teste Guénon, si può esser certi che chi si dichiara sufi tutto sia, fuorché un sufi.
Infine, circa l'Ordine dei Templari, il loro esoterismo era rigidamente ecclesiastico. Era l'esoterismo cristiano di cui parla Guénon, quello dei felici tempi pre-rinascimentali nei quali era ancora possibile dirsi, per esempio, massone e cristiano. Se la Chiesa ha cambiato atteggiamento, verso la Massoneria, avrà ben avuto i suoi motivi. Ti rimando all'unico post dello scarrafone (cfr.
©), che segnala l'irreversibile giudaicizzazione di quella che era un'illustre corporazione cristiana. Del resto, è ancora Guénon a riconoscere che un esoterista cristiano è perciò stesso obbligato ad astenersi dai sacramenti. Per dirla con Zaccheo (cfr.
©, commento n° 21 al post in questione), "c’è una bella differenza fra una corporazione medievale battezzata dalla Chiesa e la massoneria cui appartieni tu."). Poiché, sempre di Zaccheo, ti raccomando anche la lettura del nono commento al post suddetto, mi sa che nei giorni a venire ne leggeremo delle belle.
La Pace sia con te, vecchio mio.
Asno