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Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana. (cfr. ©).
27/05/2008

Caro Asno,
fra un paro d'ore me ne parto e ne vô ad Avignone, sede di papi e di filippi belli, Dio ce ne scansi un altro eguale.
Oltre al magister che me detiene in cargo incontrerò, a Dio piacendo, uno sceicco bosgnacco della città di Sarajevo, variopinto serraglio d'omini, bestie da soma e merci d'ogni dove. Si tratta di un effendi, ossia "nobiluomo", 'ché in cotal guisa nomasi colui il quale sia bono quanto a scientia non meno che quanto a lignaggio.
Detto effendi giunse nella città d'Avignon per dar modo al popolo, che già fue gallo, di apprezzare certe sue arti calligrafe, alle quali con profondo studio et alto ingegno applicossi per molti anni in Bisanzio. Dio volle ch'io l'ebbi a conoscere per via di certuni suoi discepoli, nostri connazionali assai divoti e pazienti dimolto, i quali si trasferirono nei Balcani anni addietro.
Per siffatto viaggio assenteròmmi un paro di giornate.
Laonde, latitando la mia umile persona, t'invito alla cerca [non della Titina, ma] del perché la notazione musicale tedesca assegna alla A il nostro la ed alla H il nostro si (che gli inghilesi appellano "B"). Ora, se ad Isa (as) corrisponde la lettera G, ovvero il sol, e a Muhammad (saws) la lettera A, ovvero il la, non parti degno di nota il notar come una notazione consimile attesti che il Cristo precede ed insieme segue il Profeta? Precede, vo' dire, in quanto sol, ma segue (e chiude il ciclo) sia in guisa di si che in guisa di B e di H, conciossiacosaché in tal ultima veste segue se stesso siccome la H segue la G.
Di ciò parlossene or non è guari tra Jam e te (cfr. ©, #4 e #3), nonché tra Ipo e me, già Oscar (cfr. © e ©).

Ma'as salama.
Gammal
14/05/2008

Caro Asno,
ieri hai cercato di contraddire "la bussola infallibile", che - cfr. I misteri della lettera nûn, in Simboli fondamentali della scienza sacra - nell'unione della na sanscrita (il sol levante) e della nûn araba (il sol ponente) vede simboleggiata la fine del ciclo attuale.
Tentativo lodevole, oltre che doveroso. Ma Guénon si limita a parlare di induismo ed islamismo, senza menzionare Gesù-Isa (as), sicché l'allusione delle due lettere N al Cristo non smentisce affatto tale previsione. E tu sai bene quanto noi musulmani attendiamo il ritorno del Messia (masih, in arabo).
Ma torniamo alla N, a questa misteriosa tredicesima lettera dell'alfabeto occidentale moderno. Tredicesima, quindi che porta male. Eppure l'iniziale di morte (mawt, in arabo) è la M, mentre la N è l'iniziale di nascita (nash'a, in arabo). Che significa, se non che, per nascere, si deve morire?
Né si può escludere che morire sia solo attraversare lo specchio (il barzakh islamico) che divide Cielo e Terra, in modo che quanto appare rovesciato quaggiù si mostri ben diritto lassù. Ovvero, che gli ultimi di quaggiù siano i primi lassù. In altre parole, che i morti a questo mondo siano i vivi all'altro mondo. L'inglese, benché forestiero, te lo suggerisce leggendo allo specchio l'iniziale di death ("morte) e facendone l'iniziale di birth ("nascita").
Credo che tutto ciò piaccia a Jam. Anche perché maggio (may, mai, maj) è il suo nome allo specchio.

Bi salama.
Gammal
13/05/2008

Caro Gammal,
nell'attesa che Petrus cancelli il commento n° 26 al suo Il coraggio di essere (cfr. ©, nel quale scrivevo che unendo "specularmente due N latine, in modo che quella sottostante sia il rovescio dell'altra, otteniamo una sorta di X"), cerco di spiegarmi meglio.
Intanto, le lettere da unire in quel modo sono due 'enne' greche minuscole, come nell'esempio sottostante.


Invece le due N latine maiuscole, unite nello stesso modo, raffigurano un'alfa minuscola e, ruotate di 90°, un'omega maiuscola. In ogni caso, di nuovo riappare l'allusione al Cristo.


En passant va detto che, come l'alfa è il geroglifico del primo segno dello Zodiaco, a sua volta ruotato di 90°, così la lettera finale del nostro alfabeto moderno, scritta nel corsivo di qualche decennio fa, è un'omega ruotata di 90°. Se Dio vuole, la prossima volta parliamo del nesso tra i piedi (che la cosmologia tradizionale collega all'ultimo segno dello Zodiaco, cioè ai Pesci) e l'omega, nesso analogo a quello stabilito tra la testa (alfa, aleph, alif) e l'Ariete.

La Pace sia con te.
Asno
06/05/2008

Caro Gammal,
il bello dell'italiano è che se parla come se magna. Per dirla più chic, what you do is what you get. Ora, se davvero è così, perché si continua a scrivere, ad esempio, Buddha? Con o senza quell'acca, la pronuncia non cambia.*
Dal momento che, anche foneticamente, abbiamo perso ogni aspirazione [verso l'alto], perché non congedare del tutto questo inutile relitto che è la nobile lettera H?

* Diverso è il caso di qualche dialetto come quello leccese: «gallina» si scrive e si pronuncia iaddhìna (iaddhrìna, per l'esattezza, con la 'r' appena accennata).

Mandiamola in pensione, questa H. A che cosa serve, ormai? A distinguere la preposizione dall'omofona terza singolare del presente indicativo di «avere»? No, perché basta tornare all'uso dell'accento: c'è chi à torto e parla e chi, a ragione, tace. A render dura la 'c', come nella congiunzione «che»? No, visto che l'italiano nasce ufficialmente col celebre "sao ke kelle terre, ecc.". Perké non ripristinare l'aulica kappa?
Ti dirò di più, a questo riguardo. Visto che si può distinguere tra una 'c' sempre dolce (o molle) ed una 'k' sempre dura (se non amara, stanti i mille kasi amari di questa vita), si potrebbe sancire l'uso della 'j' in luogo della 'g' dolce, trascrivendo in tal modo il fonema 'gh' sempre e solo con la 'g'.
E jakké ci siamo, potremmo liberarci di tante astrusità traslitteratorie. Ricordi, quando noi due s'era giovani, la grafia Dostoievski? Era perfetta. Oggi, se non scrivi Dostoevskij, ti prendono per un bifolco (eppure, cfr. ©).
Taccio infine sulla voluttà peccaminosa di chi, per pura libidine esibizionistica, scrive cha invece di cià, ña o nha invece di gna, ša o sha invece di scià, wa invece di e così via.

La Pace sia con te.
Asno


P.S. Ma la nobile H resti pure, nel traslitterare da lingue nobili e a patto che corrisponda ad un'aspirazione effettiva. Ad esempio, al-hamdu liLlahi uà-sciucruliLlah (bellissima lode all'Unico, nella quale le buone maniere impongono che il "grazie" di sciùcr vada posposto alla "lode" di hamd, affinché non sembri un ringraziamento a posteriori, cioè per grazia ricevuta).
01/04/2008

Caro Asno,
tempo fa mi parlavi della lettera H come dell'equivalente simbolico occidentale (come una sezione comprendente un solo gradino, cioè) della scala di Giacobbe. La nobile H raffigurava infatti la scala che collega Terra e Cielo, nei bei tempi andati, scala lungo la quale montavano solo huomini (sia maschi che femmine) honesti e honorati e che, adesso, "non vale un'acca", appunto.
Montavano uomini e calavano angeli e dei. Era un bell'andirivieni.
Ne parla anche Guénon ne Il simbolismo della scala (a sua volta in Simboli fondamentali della scienza sacra), stabilendo raffronti con le due colonne dell'albero sefirotico della Cabala ebrea e con altri equivalenti dello stesso simbolismo assiale (dall'albero della nave all'albero della cuccagna).
Vista la praticamente nulla importanza fonetica di questa lettera, oggi, e volendola paragonare ad una consonante aspirata, se non addirittura allo spirito greco, ci si può chiedere se la scomparsa dello spirito, almeno a livello lessicale, non faccia parte dello stesso processo. Obsolescenza dell'aspirazione, quindi, come corrispettivo dello scordarsi lo spirito.* Fino all'altro ieri, spirito, anima e corpo. Ieri, anima e corpo. Oggi, solo corpo. È la stessa deriva di cui parlavamo per Chiesa, Stato e Banca.

* Se pensiamo al cuore come sede dello spirito, anche il termine scordare è significativo, sia nel senso di "rimuovere dal cuore" che in quello di "scordare" uno strumento. La conseguenza ineluttabile non può essere che la discordia.

Non è perciò un caso che di "acca" nella lingua araba ce ne siano ben tre, se vogliamo considerare "acca" anche la "kh", quella di khalifa ("califfo") per esempio, o di khair (che significa "bene") o di Khidr (il famoso essere d'eccezione). Ma questa non si pronuncia aspirata; è simile alla "ch" tedesca di achtung, è una H sorda.
Anche le altre due "acca" non sono aspirate, sono entrambe fricative.* Una è quella di Muhammad e l'altra quella di Allah. Quella di Allah, per pronunciarla, occorre fare come una specie di profondo sospiro di sollievo, come quando ti avvisano che sei sollevato da un incarico gravoso o che hai scampato un pericolo e dici "ah! meno male!". C'è anche un po' di "godimento", se è permesso dire così, che esce dalla laringe.
L'altra, quella di Muhammad, esce invece dalla faringe molto distintamente. Un po' come quando il gatto vuol prendersi la salsiccia e gli si fa "ha!" per fermarlo.

* Vero è che, nella mia ignoranza, non ho ancora capito la differenza tra fricative ed aspirate (che andrebbero dette «espirate», a rigore, perché pronunciate espellendo aria). Ogni tanto riprendo in mano qualche vecchio testo di fonetica, ma, a parte la nausea che ancora me ne deriva, basta confrontarlo con uno nuovo per vederlo già superato. Certo, classificare l’aria non è facile.
In ogni caso, non so se le fricative rappresentino una parte delle aspirate o viceversa. C’è un tale bailamme di definizioni che si è arrivati perfino ad identificare una fricativa “dura-debole”, ovvero la C siciliana: Pi prununziari a C dura-debbuli u musculu ra linghua unn u battiri no balataru comu quannu prununzi a lettera K, ma lassa passari anticchia r'aria, e a cunzunanti arresta sfiatata (o aspirata debbuli).

Bi salama.
Gammal
04/02/2008

Caro Gammal,
lo so che i nomi stranieri non vanno declinati, ma devi sapere che per me «medina» è sinonimo di forcella (nella Napoli dell'infanzia di mio padre) e di tufello (nella Roma della mia infanzia).
Del ricordo struggente della Napoli tra le due guerre puoi vedere una foto in una pagina di AMDG (cfr. ©), tratta da un vecchio disco della gloriosa NCCP (quella che cantava "Sona sona, sona Carmagnola, sona li cunziglie, viva 'o rre cu' la famiglia", vecchio ritornello sanfedista che credo ti sia abbastanza vicino). Ma altrettanto struggente, talvolta addirittura lancinante, è il ricordo di Biserta, in Tunisia, nella quale ormai trent'anni or sono avevo affittato un appartamento. Vi abbiamo trascorso tre estati consecutive, l'asinello tuo amico, mia moglie e mia figlia appena nata. Ti confesso che tutti i motivi per i quali la vita merita d'essere vissuta li ho trovati (e lasciati) lì.
La memoria ingentilisce tutto, obietterai. È vero (tranne, s'intende, la Shoàh). Infatti, a pensarci bene, un problema c'era anche in quel luogo incantato, ed era rappresentato dal vino, che potevo procurarmi serenamente, ma le cui tracce nel mio alito facevano aggrottare le sopracciglia di più d'un interlocutore. Mezzo litro a pasto, non darmi dell'ubriacone. Eppure, evidentemente, lo si avvertiva.
A proposito di ebbrezza, ebrietudine o ivresse che sia, mi dici qualcosa sulla radice VR o BR, in arabo? Come Verona e Brindisi. In caso, brindiamo, magari al bar, perché l'accoppiata BR ci porta a spasso dall'inverno (iber, in latino) al cinghiale (varaha, in sanscrito; donde l'eber indoeuropeo e, forse, l'ebur dell'avorio delle sue zanne), simboli entrambi sacerdotali perché legati al nord iperboreo (o, meglio, boreale, donde Borea e la bora nostrana). Al nord ovvero allo zenith da cui calano le benedizioni celesti (berakoth in ebraico; baraka - correggimi se sbaglio - in arabo).
Ci dev'esser sotto qualcosa, nel passaggio del bilittero VR/BR dal buono al cattivo. Hai presente il Varuna indù, simboleggiante il cielo (come l'Urano greco)? Ed hai presente, per contro, la hybris prometeica, l'"orgoglio" considerato come il proto-peccato (tutti gli altri potendovisi ricondurre?
Chiudo, altrimenti non so più quale tag assegnare a 'sto post.

Pace a te.
Asno


P.S. Prima di parlare del nostro amato Borrmans, al quale dobbiamo l'intitolazione di questo blog, ti invito alla lettura d'un altro grande: Zaccheo, piccolo per eccesso di modestia. C'è un suo post dedicato espressamente al dialogo inter-religioso (cfr. ©), che pertanto interessa in particolare te e me; inoltre, nei commenti relativi, ce n'è uno mio (cfr. ©) al quale, col successivo, viene risposto mirabilmente.
E leggiti anche il suo sfogo odierno (cfr. ©). Come fai a non voler bene ad uno così?
28/01/2008

Caro Gammal,
hai mai curiosato nel blog Italiani per Ron Paul (cfr. ©)? Tra i suoi curatori c'è un bravo giovine, Andrea, genovese e cattolico, che mi onora della sua amicizia.
Te ne parlo perché la battaglia condotta in favore del «candidato inesistente», boicottato in tutti i modi e sabotato nella più squallida delle maniere, merita ogni approvazione. È una battaglia persa, temo. Ma ciò rappresenta un ottimo motivo per combatterla.
Persa, dicevo, perché Israele ha deciso il presidente USA, come M. Blondet titola un suo recente articolo (cfr. ©). Costui dovrebbe essere, infatti, l'attuale sindaco di New York: tale Bloomberg. Non so se andrà davvero a finire così, ma qualcosa inclina a farmelo credere.

Come sai, i soli testi sacri occidentali scritti in una lingua sacra sono il Corano e la Torà. Entrambi cominciano con la seconda lettera dell'alfabeto (bismillah il primo, bereshith la seconda),* il che simboleggia la necessità, da parte della creazione/manifestazione, stante l'assoluta trascendenza dell'Uno, di iniziare dal Due (ovvero dalla beta/ba/beth, anziché dall'alfa/alif/aleph). Ora, noi non dobbiamo pensare al 2 come ad una cifra singola, bensì come ad una cifra doppia, composta (come in latino) dalla duplicazione dell'unità. Detto per inciso, il raddoppiamento speculare dell'Uno nel Due comporta ipso facto la presenza del Tre (I + II = III); ma di questo riparleremo a proposito del mistero trinitario, che, pur condiviso da entrambi gli esoterismi, divide insanabilmente la religione cristiana da quella musulmana.

* Anche il Vangelo di san Giovanni esordisce con un "in principio" che, tradotto in ebraico, suona appunto bereshith.

Adesso voglio soltanto concedermi il lusso d'una previsione. Ti pare possibile che l'ebreo, sempre attento all'aspetto cabalistico delle cose terrene, vista nascere l'Israele d'oggi con Balfour e vistala prosperare prima con Blair e poi con Brown, si lasci sfuggire l'opportunità di rimpiazzare Bush con Bloomberg?

La Pace sia con te.
Asno