Caro Gammal,
lo so che i nomi stranieri non vanno declinati, ma devi sapere che per me «medina» è sinonimo di
forcella (nella Napoli dell'infanzia di mio padre) e di
tufello (nella Roma della mia infanzia).
Del ricordo struggente della Napoli tra le due guerre puoi vedere una foto in una pagina di
AMDG (cfr.
©), tratta da un vecchio disco della gloriosa NCCP (quella che cantava "Sona sona, sona Carmagnola, sona li cunziglie, viva 'o rre cu' la famiglia", vecchio ritornello sanfedista che credo ti sia abbastanza vicino). Ma altrettanto struggente, talvolta addirittura lancinante, è il ricordo di Biserta, in Tunisia, nella quale ormai trent'anni or sono avevo affittato un appartamento. Vi abbiamo trascorso tre estati consecutive, l'asinello tuo amico, mia moglie e mia figlia appena nata. Ti confesso che tutti i motivi per i quali la vita merita d'essere vissuta li ho trovati (e lasciati) lì.
La memoria ingentilisce tutto, obietterai. È vero (tranne, s'intende, la Shoàh). Infatti, a pensarci bene, un problema c'era anche in quel luogo incantato, ed era rappresentato dal vino, che potevo procurarmi serenamente, ma le cui tracce nel mio alito facevano aggrottare le sopracciglia di più d'un interlocutore. Mezzo litro a pasto, non darmi dell'ubriacone. Eppure, evidentemente, lo si avvertiva.
A proposito di eb
brezza, e
brietudine o i
vresse che sia, mi dici qualcosa sulla radice VR o BR, in arabo? Come Verona e Brindisi. In caso,
brindiamo, magari al
ba
r, perché l'accoppiata BR ci porta a spasso dall'inverno (
iber, in latino) al cinghiale (
varaha, in sanscrito; donde l'
eber indoeuropeo e, forse, l'
ebur dell'avorio delle sue zanne), simboli entrambi sacerdotali perché legati al nord iper
bo
reo (o, meglio,
bo
reale, donde
Bo
rea e la
bo
ra nostrana). Al nord ovvero allo zenith da cui calano le benedizioni celesti (
berakoth in ebraico;
baraka - correggimi se sbaglio - in arabo).
Ci dev'esser sotto qualcosa, nel passaggio del bilittero VR/BR dal buono al cattivo. Hai presente il
Va
runa indù, simboleggiante il cielo (come l'Urano greco)? Ed hai presente, per contro, la
hybris prometeica, l'"orgoglio" considerato come il proto-peccato (tutti gli altri potendovisi ricondurre?
Chiudo, altrimenti non so più quale tag assegnare a 'sto post.
Pace a te.
Asno
P.S. Prima di parlare del nostro amato
Bo
rrmans, al quale dobbiamo l'intitolazione di questo blog, ti invito alla lettura d'un altro grande: Zaccheo, piccolo per eccesso di modestia. C'è un suo post dedicato espressamente al dialogo inter-religioso (cfr.
©), che pertanto interessa in particolare te e me; inoltre, nei commenti relativi, ce n'è uno mio (cfr.
©) al quale, col successivo, viene risposto mirabilmente.
E leggiti anche il suo sfogo odierno (cfr.
©). Come fai a non voler bene ad uno così?