Caro Gammal,
m'è capitata sotto gli occhi una tua splendida favola (in senso etimologico, da
fabula, ovvero da "quanto si può dire [dell'indicibile]". Congratulazioni. Ne invito alla lettura (cfr.
©) chi s'imbatte in questo caravanserraglio virtuale.
Di palo in frasca, che tu sappia, nelle carovane si faceva uso anche di asini?
Penso a questa tua favola perché è solo da un punto di vista superiore (mistico, iniziatico, fai tu) che il maggior ostacolo dottrinario, tra il prete e l'imam, si risolve nell'Unità. Il concetto trinitario, infatti (teste sant'Agostino), il cristiano lo spiega prima distinguendo l'Amante, l'Amato/a e l'Amore, poi riunendo, mediante l'Amore, l'Amante e l'Amato/a. In qualche modo, sperando di non bestemmiare, il Padre/Amante ama il Figlio/Amato tramite l'Amore/Spirito santo. Ancora, nella medesima speranza, il Figlio e la Madre coincidono nell'Amato/a.
Si tratta della stessa trilogia islamica composta da
el-Aql ("l’Intendimento"),
el-Âqil ("l’Intenditore") ed
el-Maqûl ("l’Inteso"), laddove
intendere è da
intelligere, nel senso del dantesco "intelletto d'amore". Se preferisci, nel senso biblico che equipara
conoscere ed
amare.
Quel che mi chiedo è come sia possibile che più d'un cattolico, oggi, blateri di "razionalità del Dio cristiano, che ha creato un mondo razionale affinché l'uomo possa razionalmente comprenderlo" (e speriamo che sia il mondo, ad esser pensato comprensibile, anziché Dio). Taccio il nome di chi ha scritto questa mostruosità,* suscettibile di Inquisizione, perché è abbastanza condivisa. Del resto, anche il Samir che tu ed io abbiamo già bistrattato farnetica negli stessi termini, perché secondo lui "il fondamento di tutto non è la religione, ma la ragione umana".
Ora, qualcuno mi deve spiegare la razionalità di assunti quali, per qualche esempio sfuso, la natura insieme umana e divina di Gesù, l'incarnazione del Salvatore e la conseguente redenzione del genere umano, la verginità post partum della Madonna e la Sua assunzione celeste in corpore et in sanguine, la resurrezione della carne, il celibato sacerdotale e l'infallibilità pontificia.
* Ti dico solo che appare in un volumetto dal titolo sinistro, Denaro e Paradiso, nel quale si coniugano allegramente capitalismo e cattolicesimo. Parlo di matrimonio religioso, non di coppia di fatto, perché la prefazione è a firma cardinalizia.
Tutto ciò, a non parlare del Credo. Hai presente la versione di san Gregorio di Tours, del VI secolo?
Credo in Dio Padre onnipotente. Credo in Gesù Cristo, suo unico figlio, nostro Signore, nato dal Padre, non creato. Credo che egli sia sempre stato con il Padre, prima di tutti i secoli. Credo che la parola del Padre tramite la quale ogni cosa è stata fatta sia Cristo. Credo che questa parola abbia redento il mondo tramite la sua sofferenza, e credo che l’umanità, non la divinità, sia soggetta alla sofferenza. Credo che sia resuscitato il terzo giorno, che sia asceso al cielo e sieda alla destra del Padre, e che verrà per giudicare i vivi e i morti. Credo che lo Spirito Santo proceda dal Padre e dal Figlio, e che non sia inferiore né posteriore nel tempo a Dio, ma che sia Dio, uguale e co-eterno al Padre e al Figlio, ad essi uguale nella natura, uguale nell’onnipotenza ed ugualmente eterno nell’essenza, e che non è mai esistito separatamente dal Padre e dal Figlio e ad essi non è inferiore. Credo che questa santa Trinità esista con la separazione delle persone, e che una persona sia il Padre, un’altra il Figlio e un’altra ancora lo Spirito Santo. E in questa Trinità io confesso una sola divinità, una sola potenza, una sola essenza. Credo alla verginità della santa Maria, prima e dopo la nascita di Gesù. Credo che l’anima sia immortale e che, nondimeno, essa non partecipi della divinità. E credo fermamente a tutto quanto è stato stabilito dal concilio di Nicea e dai trecentodiciotto vescovi.
Anch'io credo in tutti questi misteri. E ci credo proprio quia absurdum, perché un mistero non può essere razionale (il che non ne fa un'irrazionalità, bensì una sovrarazionalità).
D'altra parte anche tu credi nella predestinazione, nella fecondazione spirituale della Vergine, nella rivelazione divina (tramite l'arcangelo Gabriele) del Corano, nella natura di «inviato di Dio» del Profeta, nella sostituzione a Gesù di un sosia crocifisso e così via.
Non si può litigare sui rispettivi misteri. Possiamo invece discutere, razionalmente, sulla normativa etica, individuale e collettiva, delle nostre visioni religiose del mondo. E, con un po' di buona volontà, ci si intende benissimo. Ma è proprio questa che manca. Per dir meglio, non è che manchi; è che viene alacremente impiegata per evitare ogni intesa. Cui prodest, se non al Maligno?
La Pace sia con te, uomo di buona volontà.
Asno