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regole

Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana (cfr. ©).
29/12/2008

Care amiche e cari amici,
quale ospite di questa succursale del blog di Santa che è la stalla dell'asino e del cammello, permettete che mi presenti: Woody Passaggio (o, più semplicemente, Vudipì). Sono detta anche Callichiria, ovvero "dalle belle mani", per via delle mie manine aristocratiche, piccole e che curo volentieri. Tuttavia sono una barbara puro-sangue (o, meglio, un confuso incrocio fra nonni slavi, macedoni e greci).
Questo però non c'entra, se non per precisare che ho ben poco da spartire con gli zoccoli di coloro che mi ospitano.
Come dicevo, sono qui di passaggio, appunto, per parlare delle festività d'un tempo, festività trascorse nella casa della regina della casa d'un tempo.
Dunque, la nonna. Quella paterna in particolare era davvero la regina indiscussa del clan di famiglia; le erano rimasti quattro figli e li ha sempre "gestiti" influenzando anche le rispettive famiglie, le mogli, i figli, ecc. (a dire il vero, non sempre senza inciampi). È stata una bella figura, erano suoi il volto e la voce della tradizione.
Alla vigilia di Natale l'intera tribù era da lei, guai a mancare, cosi come a Pasqua e ad ogni ricorrenza di matrimonio, battesimo e funerale. Fondamentale era il clima che si veniva a creare, retto da una sorta di gerarchia che ha fatto scoprire, a me bambina piccola, come i miei genitori diventassero a loro volta figli, vincolati all'obbligo dell'obbedienza.
Anche questo si insegna con l'esempio. Soprattutto con l'esempio. Anzi, solo con l'esempio.
Il nonno invece era "buono come il pane": autorità zero. Ma tutti l'amavano e ne rispettavano l'animo gentile e il cuore tenero. Sorrideva sempre, piangeva spesso e talvolta si emozionava come poche persone ho visto emozionarsi. In ogni caso, nonna e nonno erano i cardini di una famiglia autenticamente patriarcale. Dico "patriarcale" e non "matriarcale", perché sia «patria» che - a maggior ragione - «madre-patria» sono di genere femminile. Ora, sebbene io sia ortodossa per battesimo (grazie a nonna, che mi ha portato in chiesa fin da piccolina, assieme a tutti gli altri suoi numerosi nipoti ed a dispetto dei figli iscritti al partito), la religione c'entra poco. La tradizione di famiglia è fatta di regole non scritte, chiarissime e condivise.

Cosa me ne rimane? Le festività le trascorro in casa, riabbracciando un po' di persone care, tra la confusione d'oggi ed i preparativi per la confusione di domani, ma non senza lo spazio per rilassarmi ed il tempo di starmene qualche ora con un buon libro o sola con i miei pensieri. Quando mi invadono quelli malinconici, cerco di scacciarli e di godermi le tante cose belle che ho e che abbiamo, perché considero mio dovere (mio piacevole dovere) far festeggiare tutti in un'atmosfera morbida di affetto e di serenità.

Un caro saluto da
Vudipì.
11/12/2008

Caro Gammal,
quel Fulvio Grimaldi è davvero curioso. Per quanto acuto e ben informato possa dimostrarsi, di quando in quando rivela un'ingenuità sconfortante, vuoi perché oggi - come suol dirsi - butta via il bambino lavato con l'acqua sporca, vuoi perché domani si tiene l'acqua pulita e il bambino sporco.
Leggi e giudica. "La Chiesa cattolica - cfr. © - blocca la depenalizzazione dell’omosessualità, avallando pene varie e lapidazioni in una cinquantina di paesi. La Chiesa cattolica si oppone alla convenzione ONU sui diritti dei disabili perché non vi si condanna l’aborto. La Chiesa cattolica, con Nazinger e senza Nazinger, si conferma MALE ASSOLUTO".
Ora, si dà il caso che quella "cinquantina di paesi" comprenda buona parte di quelli più amati dal nostro Fulvio,* analogamente a quanto può dirsi di quelli che condannano l'aborto. Non a caso si tratta di quasi tutti i paesi contro i quali si indirizza l'aggressione di quel Moloch che lo stesso Fulvio chiama «la Triplice dell'imperialismo (USA, Sion e UE)».

* "La pena capitale è prevista - cfr. © - in Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. Il carcere a vita, invece, è previsto in India, Pakistan, Birmania, Guyana (l'unico Stato latinoamericano dove l'omosessualità è reato), Sierra Leone, Uganda, Tanzania, Bangladesh, Barbados".

Non ti pare un po' distratto uno che associa la Chiesa all'imperialismo occidentale, senza accorgersi che i paesi vittima di tale imperialismo difendono gli stessi valori difesi dalla Chiesa (e vilipesi dalla suddetta Triplice)? Mutatis mutandis, si tratta dello stesso svarione in cui incappano sia il Franceschetti di cui ti parlavo nella mia precedente (cfr. ©), sia il Manno che prima denuncia lo strapotere del sionismo e poi si chiede - cfr. © - "Meglio forse il sistema feudale?". Certo che era meglio, come qualsiasi arretratezza «terzomondista» è preferibile al bla-bla del progresso.

* Nell'articolo citato, a dire il vero abbastanza allucinante, M. Manno riporta alcune dichiarazioni del co-fondatore del sionismo, Max Nordau (pseudonimo di Simon Miksa Südfeld), che, come peraltro Theodor Herzl, era "perfettamente assimilato nella cultura europea e assolutamente ateo". Quest'ultima frase la traggo da Tlaxcala, alla quale indirizza lo stesso Manno, dove si può leggere - cfr. © - l'intero "Discorso al Primo Congresso Sionista di Basilea del 29 agosto 1897" di Max Nordau.

In sintesi vorrei dire che, come non è possibile gongolare per "l’evoluzione storica verso l’emancipazione e la democrazia" - così M. Manno - e non rendersi conto che l'intera modernità è in gran parte debitrice della sua forma mentis al genio ebraico, alla stessa stregua non si possono elogiare "le Corti islamiche in Somalia" - così F. Grimaldi - e non riconoscerne quanto può definirsi, secondo i gusti, tradizionalismo, arretratezza, oscurantismo o, più semplicemente, fede.

La Pace sia con te.
Asno


P.S. Ovviamente, pure in questo caso vige la legge che vuole sempre vero anche il contrario (legge che ti fa passare la voglia di scrivere). Alludo all'elogio che ho appena fatto dell'oscurantismo, nel quale dovrebbe rientrare - ma non voglio che ci rientri - la lapidazione, tanto per fare un esempio preso dalle immagini di Google (in "corti islamiche somalia", la ventesima). Eppure è sempre vero anche il contrario del contrario, tant'è che uno dei link della stessa pagina (il diciassettesimo, se poi si clicca sull'immagine da ingrandire) conduce ad una bella "top model - cfr. © - israeliana [che] ha sfilato a Londra con i capi della nuova collezione di Custo Barcelona in occasione del 'Corona Save the beach', l'iniziativa per la salvaguardia delle spiagge nel mondo". A me sfugge il nesso (tranne quello con gli abiti, effettivamente assai "corti", della modella), ma a Google, evidentemente, no.
21/08/2008

Caro Gammal,
sono debitore a Marzia (cfr. ©) per questa foto, che m'ha ridato speranza nel futuro.



È di questa estate, non di mezzo secolo fa. E non è ambientata sugli Appennini, ma sulle Alpi.

Pace a te.
Asno
16/04/2008

Caro Asno,
ti mando qualche immagine di quella Roma papalina che ogni cristiano rimpiange. Siccome la segnaletica era tutta sbagliata, e il duca non me ne ha passata liscia nemmeno una, rinvio al settimo commento sottostante, a cura dell'eccellentissimo medesimo.

















Ti dirò che mi auguro anch'io il ritorno di quei tempi. Ho voglia di conservatorismo, di sottosviluppo e di "decrescita felice", come il valoroso M. Pallante che si chiede - cfr. © - "per quale ragione la parola «conservatorismo» debba essere considerata il contenitore di tutti i mali, la sentina di tutte le ottusità". È vero. E concludo con lui. "Più tempo passa e più mi convinco che la rovina di questo paese è stata causata dall’abbandono della sapienza dei vecchi e che la sua riscoperta è l’unico modo per risolvere i problemi che ci stanno distruggendo. Solo nel conservatorismo ci sono potenzialità di futuro, mentre non ce ne sono nella smania di cambiare e innovare".
Leggitelo, è amaramente divertente.

Bi salama.
Gammal
08/04/2008

Caro Gammal,
c'era una volta, in Europa, un Paese dove non esisteva la disoccupazione, non esisteva il lavoro precario, non esisteva il problema dei pendolari, non esisteva l'inflazione, dove le tasse erano al 10%, dove ognuno possedeva una casa e quanto basta per vivere, dove insomma non c'erano i poveri.
Questo Paese si chiamava «Medioevo».
Così M. Fini introduce il suo bel C’era una volta in Europa (cfr. ©), che si conclude come segue. "Non esisteva l'inflazione. I prezzi rimanevano stabili per decenni. Una delle rare eccezioni fu la Spagna degli inizi del XVII secolo, a causa dell'oro e dell'argento rapinati agli indios d'America. E nel suo Memorial Gonzales de Collerigo scrisse con sarcastica lucidità: 'Se la Spagna è povera è perché è ricca'. Che è poi la paradossale condizione in cui si trovano molti Paesi industrializzati di oggi. In quel mondo, per quanto a noi appaia incredibile, non esistevano i poveri. Il termine 'pauperismo' nasce nell'opulenta Inghilterra degli anni '30 dell'Ottocento. Fu Alexis de Tocqueville, uno dei padri del mondo moderno, ad accorgersi per primo dello sconcertante fatto che nel Paese del massimo sforzo produttivo e industriale c'era un povero ogni sei abitanti, mentre in Spagna e Portogallo, dove il processo era appena agli inizi, la proporzione era di 1 a 25 e che nei Paesi e nelle regioni non ancora toccate dalla Rivoluzione industriale non c'erano poveri".

Non esisteva l'intolleranza religiosa, se non di diritto, almeno di fatto. "La metafora di quella tolleranza - spiega L. Copertino in La fede in Abramo e la «Nostra Aetate» (cfr. ©, che devi leggere a tutti i costi) - fu la cosiddetta favola delle tre anella. Un Padre, prima di partire, consegnò a ciascuno dei suoi tre figli un anello, dicendo loro che uno solo degli anelli era autentico, ma che la loro missione non era quella di scoprire quale fosse l’anello autentico, ma di custodire fedelmente l’anello avuto in consegna. Al suo ritorno il Padre avrebbe rivelato quale era l’anello autentico, ma ciascuno dei figli sarebbe stato giudicato in base, non al possesso del vero anello, bensì alla sua fedeltà alla consegna ricevuta. Fuor di metafora, il Padre è Dio, i figli sono gli ebrei, i cristiani e gli islamici, gli anelli le loro tre fedi".
Il Boccaccio ne fece una novella, come sai. Ma anche Abelardo vi si rifà, col suo Dialogo fra il filosofo, il giudeo e il cristiano (laddove il filosofo era impersonato dal tuo correligionario Avempace di Saragozza). E Dante? Tra Manoello Giudeo (cfr. ©) e Ibn ‘Arabî, ci pensi che bel dialogo interreligioso?



Ti trascrivo due righe di Qasim 'Abduh Qasim (cfr. ©). "L’orientalista spagnolo Asín Palacios osserva gli influssi islamici dividendoli in tre gruppi: il racconto dell’ascensione notturna di Muhammad (Isrâ’ e Mi‘râj), un racconto sufico di ascensione al cielo scritto da Ibn ‘Arabî e l’Epistola del perdono del poeta Abû l-‘Ala’ al-Ma‘arri (morto nel 1058). Lo scritto di Palacios sollevò una violenta polemica negli ambienti culturali e accademici europei, e gli studiosi si divisero in due fazioni contrapposte. La diatriba, iniziata negli anni ‘20, sarebbe potuta durare fino ad oggi, se non fosse stato per la scoperta di una traduzione francese e latina del racconto del Mi‘râj intitolato La escala de Mahoma, risalente al secolo XIV. Gli studiosi scoprirono che era stato già tradotto in lingua castigliana negli anni '50 del secolo XIII".
Gesù, che bei tempi.

La Pace sia con te.
Asno
02/04/2008

Caro Gammal,
oggi ripensavo, con una fitta al cuore, ai miei bei tempi di Biserta. I ricordi più belli sono legati alla spesa: il pane lo si vendeva in istrada, esposto su banchetti traballanti. Mi colpì l'abitudine di tastarlo per bene, prima di acquistarlo, per scegliere la pagnotta cotta secondo il proprio gusto. E il formaggio? Dopo alcuni tentativi, ho capito che il migliore, invariabilmente, era quello più coperto di mosche.
Non solo. Le prime volte, prima di mangiarlo, pensandole troppo scacazzate, ne asportavo le parti esterne. Ma era meno appetitoso. Alla fine ho capito che, se il buon Dio ha creato la mosca, un motivo c'è.
Pensavo a tutto ciò, facendo il paragone con certe trattorie che ancora si vedono, qua e là, tra l'Umbria e l'alto Lazio.

- Cameriere! La sua cravatta è nella mia minestra.
- Non si preoccupi, signore. E' irrestringibile.

- Cameriere! La sua cravatta è nella mia minestra.
- Signore, ora la strizzo ben bene, così non se ne perderà una goccia.

- Cameriere! C'è un calzino nel mio stufato.
- Grazie, signore. Erano ore che lo cercavo.

- Cameriere! C'è un bruco nell'insalata.
- Signore, è stato lei a metterci fretta. Per le farfalle ci vuole più tempo.

- Cameriere! C'è una mosca morta nella mia minestra.
- Signore, per un pranzo a prezzo fisso cosa voleva, una mosca viva?

- Cameriere! C'è una mosca morta nella mia minestra.
- Lo so, signore. È il calore che le ammazza.

- Cameriere! C'è mezza mosca nella mia minestra.
- Le faremo uno sconto, signore.

- Cameriere! Ci sono due mosche nella mia minestra.
- È un'offerta speciale, signore.

La Pace sia con te.
Asno
19/02/2008

Caro Gammal,
ancora per la serie "poveri, ma felici", dopo la carrellata odontoiatrica della volta scorsa, oggi ti propongo una carrettata a due ruote. Non dico che siano tutti musulmani, questi cinesi. Possono benissimo esser cristiani, anzi. Ma quel che è certo (e che è più importante) è che non sono ricchi.



















La Pace sia con te.
Asno
12/02/2008

Caro Gammal,
sono caduto nelle grinfie del dentista.
Non commento le immagini sottostanti, perché l'argomento col quale si cataloga il presente post esprime tutta la mia nostalgia per un mondo migliore.











La Pace sia con te.
Asno