cercaparole

qui e là



o solo qui

feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

contatore


alias







regole

Non contraddire chi può dispiacersene.
Se è possibile, elogia; se no, taci.
Pensa sottratte a Lui le lodi rivolte a te.

chestertonate

Il dogmatismo unisce, come una frontiera collega. Quanti magnanimi musulmani e quanti nobili cristiani sono stati più vicini gli uni agli altri, nel loro rispettivo dogmatismo, di tanti agnostici senza un credo, senza una dottrina e, in una parola, senza una casa? Un dogma è come l'ancora per una barca e come il picchetto per una tenda; il contrario di una dogma è un vago ideale, una barca alla deriva, una tenda in balìa del vento. Che un pollo possa esser mangiato e che un uomo no, è un dogma. Che tutto possa esser mangiato (almeno finché il senno di poi non ne prova la tossicità) è il contrario di un dogma. Torneremo a cibarci di carne umana, in assenza del dogma che lo vieta? È probabile, anche perché la carne umana, purtroppo, non è tossica.

Chi comincia col combattere la fede, in nome della liberta della ragione, finirà col combattere la libertà, in nome della fede nella ragione.

La grande marcia della falsificazione proseguirà. Tutto sarà negato. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che in estate le foglie sono verdi. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l'erba e i cieli, dichiarati impossibili dall'ateo, con il coraggio del devoto. Saremo tra quanti hanno creduto, pur avendo visto.

Se l'anarchico fosse coerente, dovrebbe apprezzare il disordine anche al suo interno, anziché pretendere, dentro di lui, un rispetto così ferreo della gerarchia da giustificare il ricorso, in caso di disordine, all'olio di ricino.

memorandum

Magnopere curandum est id ut teneatur quod ubique, quod semper et quod ab omnibus creditum est (cfr. ©).

Nam res ipsa, quae nunc christiana religio nuncupatur, erat et apud antiquos nec defuit ab initio generis humani, quo usque ipse Christus veniret in carne, unde vera religio, quae iam erat, coepit appellari christiana (cfr. ©).
18/08/2009

Caro Gammal,
auguro un buon Ramadan presso i fratelli turchi a te ed a tua moglie. Buono, cioè lieto, ma soprattutto santo. Mi manca questa partecipazione collettiva alle feste comandate. Ce l'hanno scippata i liberatori dal culo a stelle e a strisce. Ma prima o poi lo troveranno, un cazzo a tinta unita che li impali.
Tu sai che il turpiloquio disturba anche me.
Ma quando il gioco non vieta i colpi bassi, che fai? O non giochi - il che è quanto dovremmo fare noi anziani - o colpisci basso pure tu. E allora, finché posso, continuo a sognare. Sognare non solo l'impalamento, ma quell'altra atrocità consistente nel legare un vaso al culo del condannato a morte. Quale morte? Quella del topo, chiuso in detto vaso, che trova l'unica via d'uscita nell'orifizio delle meraviglie, e quella del gaudente, che alfine gusta una penetrazione definitiva.
Perdonami.
Sragiono.
È che, se fino ad ieri m'infuriavo nel sentir parlare di polizze "disdettate", oggi penso ad una rosa "vellutata". Come sai, già «velluto» significa "coperto di vello, ovvero di lanugine". E allora «vellutato», anziché velluto, equivale a «disdettato», invece di disdetto. Uno s'imbestialisce. Se pensi al povero Confucio, che già qualche anno fa voleva restituire alle parole il loro significato autentico (ed all'uopo prevedeva pene severissime, morte non esclusa, per chi abusasse del lessico), capisci bene che siamo alla frutta. Per l'esattezza, alle mele. Mala tempora, infatti. Tempo di mele, tempo di chiappe. Ma c'è un topo per tutti.
Me compreso, certo.
Ieri parlavo con una dottoressa bolognese, lamentando tutti i malesseri possibili, tranne quello delle mestruazioni. Risposta: "con la chemio può accadere di tutto". Ma ti rendi conto? Fino ad ieri facevano chirurgia solo i conciaossa ed i cavadenti, sive barbieri, lasciando all'erborista l'intervento sugli organi più misteriosi. Ed oggi? Questi squartano, amputano e rattoppano, senza capirci un cazzo, come se niente fudesse.
Salto di palo in frasca, come un passero per il quale non puoi far altro che pregare.
Pubblico due foto del matrimonio della figlia. La prima (cfr. ©) ritrae i due sposi mentre escono dalla loro modesta dimora. La seconda (cfr. ©), per chi vi abbia interesse, mostra anche le fattezze del de cujus, che è il solo senza capelli.
A proposito del de cujus, chi l'avrebbe mai detto che un asino potesse avere maggior statura di un cammello? Solo un ciuccio di Martinafranca poteva ambire a tanto. Al riguardo, sappi che il ciuccio napoletano è azzurro e che - come ben dice la bandiera dei gloriosi NCCP, Fausta Vetere - l'azzurro di Napoli è l'azzurro del manto della Vergine.

La Pace sia con te.
Asno


P.S. Un bacio a Rosanna, se mi legge.
17/12/2008

Caro Gammal,
vedrai che, al Suo ritorno, anche l'usura potrebbe trasformarsi in un gioco innocente.



E ringraziamo Worth1000 (cfr. ©) per averci dato questa bella speranza.

La Pace sia con te.
Asno
21/11/2008

Caro Asno,
visto che m'hai pedinato presso Miguel, sappi che a mia volta t'ho seguito presso Pax. Per non perder traccia di questi interventi, tutti legati dallo stesso filo conduttore, li ripropongo in parte qui (a conferma di quanto ti dicevo ieri, circa l'opportunità di "scandagliare i blog in modo da trarne un «blog dei blog»").

"Premetto che - cfr. © - per mia convinzione non sono favorevole, in generale, ad una forma di stato monarchica e neppure ad una repubblicana. Come musulmano, ritengo migliore una forma di governo che affidi al Califfato la conduzione degli affari politici e amministrativi; se fossi cristiano penserei a qualcosa di simile al Sacro Romano Impero, per capirci.
Vorrei ricordare che, a parte pochissimi casi, nessuna forma di stato repubblicana ha concesso ad ogni altra possibile forma di poterla sostituire; questo la dice lunga su quale sia la sua idea, la sua forza, il suo modo di mantenimento del potere. La monarchia, in un modo o nell'altro, si riesce, libri di storia alla mano, a rovesciarla; la repubblica, specie quella democratica e specie oggigiorno, no".

"È più che giusto. Ma ciò - cfr. © - significa solo che la repubblica d'oggi non è quella d'un tempo, come la democrazia d'oggi non è quella d'un tempo. In questo mondo orwelliano, in cui tutto è definito dal suo contrario, il pubblico s'è fatto privato. Ovvero la Banca s'è fatta Stato. Quei 'pochissimi casi' di cui parli, sicché, potrebbero essere esempi di repubblica, se non tradizionale, almeno non del tutto moderna.
Ciò detto, è ovvio che un credente rimpianga il califfo, nel tuo caso, o l'imperatore (sacro e romano), nel mio. Ma, in assenza, occorre 'fare come fanno a Faenza' (laddove, se non ce l'hanno, fanno senza) ed accontentarsi d'una monarchia che, sebbene moderna, è comunque meglio d'una repubblica moderna (= oligarchia dei banchieri, cioè plutocrazia).
Circa il Marocco citato da Miguel ne sai sicuramente più di me, però non trovi che una teocrazia (sia pure a chiacchiere) sia meglio di una plutocrazia (sia a chiacchiere che in fatti)?
La repubblica moderna, effettivamente, è una plutocrazia, esattamente quanto quella tradizionale - se pensi alla Roma dei primi suoi secoli - era una teocrazia".

"«Non c'è niente - cfr. © - che lo stato possa fare, e di cui la società ha bisogno, che non possa essere fatto in modo ben migliore dal mercato». Vero. A parte le mie solite riserve sull'uso del termine 'stato' (senza cioè il suffisso 'moderno' o, se preferisci, senza il prefisso 'pseudo'), è verissimo che «nessuno stato con il potere di fare ciò che si presume necessario si limiterà a quello».
C'è però un punto che mi rimane oscuro, a proposito della Cina. «Lo stato - dice sempre Rockwell - aveva ancora la sua mano nelle grandi industrie come l'acciaio e l'energia e, naturalmente, controllava il settore bancario». Ma non s'è detto sempre il contrario, nella scuola austriaca, e cioè che oggi è la banca a controllare lo stato?
Ora, se la banca (anche centrale, in una nazione, ed anche sovranazionale, ad esempio nella UE) è sempre privata, a me pare di poter dire che lo stato d'oggi simboleggi il privato per eccellenza. E un privato così potente da permettersi il lusso di scavalcare - ed esautorare - anche gli stati nazionali. Vorrei dire insomma che il cosiddetto «pubblico» d'oggi, contrapposto al privato, non sia altro che uno dei due termini della classica contrapposizione tra ricchi (autodefinitisi 'pubblico') e poveri (definiti - dai ricchi - 'privato').
In questa chiave, quel che Rockwell considera «la risposta assolutamente disgustosa degli Stati Uniti alla nostra crisi economica» non è che la solita rapina dei ricchi (= stato-banca, ovvero il privato camuffato da pubblico) a danno dei poveri.
Se quel che dico ha qualche senso, il passo seguente andrebbe riscritto secondo le indicazioni tra parentesi. «Non c'è dubbio che la spesa della Cina non migliorerà lo sviluppo economico. Sottrarrà piuttosto 586 miliardi dal settore privato (= dal settore pubblico, dalla collettività, dai poveri) e li spenderà su priorità politiche (= private). Non dimenticate mai che nessun governo ha ricchezza propria da spendere (= nessun ricco moderno - o, per dir meglio, 'arricchito' - ha ricchezza propria da spendere, a differenza degli aristocratici d'un tempo). I soldi devono venire dalle tasse, dall'inflazione monetaria o dall'espansione del debito che deve essere successivamente pagato [dai poveri]». I soldi devono venire dall'usura, insomma.
Concludendo, questa del 'pubblico-privato' mi sembra l'ennesima truffa lessicale (degna del tuo Glossario della neo-lingua), analoga a quella 'war-peacekeeping' e simili.
Forse solo la Russia di Putin è un'eccezione all'identità tra stato e banca (cioè tra sedicente 'pubblico' e privato), se è vero che gli oligarchi arricchitisi con Eltsin han dovuto squagliarsela. Che ne dici?".

N.B. Il link di riferimento a quest'ultimo intervento, a differenza dei primi due, non conduce al commento in questione, ma al post (seguito dai commenti). Le righe precedenti appartengono al quinto ed al sesto commento dell'Agliuto. Purtroppo Blogger non numera i commenti, a differenza di Splinder, tuttavia il settimo è la risposta di Flavio detto «Tibi», da non perdere (contenendo perle tipo "dico che gli oligarchi, forse, non erano esattamente 'russi'"), e l'ottavo è ancora l'Agliuto, anche questo da non perdere. A quanto pare, sempre se Dio vuole, continua (ma presso La voce del gongoro, 'ché qui mica si campa di rendita).

Ma'as salama.
Gammal
14/10/2008

Caro Asno,
una nuova (e come sempre meritoria) fatica di Pax - cfr. © - ci permette di fissare la data ufficiale dell'inizio del potere dell'Anticristo. Il 13 ottobre 2008, infatti, il primo ministro inglese Gordon Brown ha annunciato quello che lo stesso Pax definisce "chaos ab ordo" e che tu ed io, conoscendo la dottrina dei cicli cosmici, sappiamo esser null'altro che la ratifica dell'ascesa al potere della quarta casta.
In pratica, ciò equivale a sancire la metastasi planetaria, detta anche «globalizzazione», dell'usura.* E dove sia il focolaio di questo tumore ce lo dice proprio il Marrone inglese, pronto a versare il sangue [altrui] affinché, "per le generazioni a venire, Londra e la Gran Bretagna rimangano la casa della finanza globale".
A riprova dello strapotere anglofono, P. Franceschetti (in A cosa serve la crisi finanziaria? E a chi serve?, che trascrivo - cfr. © - da Disinformazione) annota quanto segue.
"Noi dipendiamo dalla BCE. E la BCE è un'istituzione indipendente dalla Comunità europea, con più poteri addirittura dello stesso parlamento europeo. Gli amministratori della BCE sono svincolati dai governi, non rispondono praticamente a nessuno e godono addirittura di immunità superiori a quelle, già corpose, dei parlamentari europei. In poche parole, la finanza europea dipende dalla BCE. [...] La cosa che salta agli occhi è che la Banca d’Inghilterra ha il 17 per cento (superiore pure alle quote italiane, francesi, spagnole) del capitale della BCE. Ma l’Inghilterra è fuori dall’euro". Curioso, vero?

* Ovvero della creazione, prima di denaro dal denaro, poi di denaro dal nulla. Al riguardo, integro ciò che scrivevo in una mia precedente (cfr. ©) circa il trucco della riserva frazionaria, con un altro passo del medesimo P. Franceschetti.
"Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali. Spieghiamo meglio. Per prestare denaro una banca non fa alcuna fatica, deve solo scrivere una cifra sullo schermo di un PC. Si digita «1.000.000.000 di euro» e, voilà, come per magia, la banca ha prestato un miliardo di euro. Quando l’azienda, il privato, o lo stato estero non possono restituire, la banca fa un’operazione molto semplice: chiede all’azienda mezzo miliardo di azioni, o al privato i suoi beni, oppure allo stato estero del terzo mondo una miniera di diamanti, di oro, ecc., in cambio dell’azzeramento del prestito. Non è un caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee. Il meccanismo è semplice: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50. Tizio ci guadagna. La banca, contabilmente, ci rimette. In realtà, dal punto vista reale, la banca non ha perso nulla, ma al contrario ha guadagnato una miniera, il controllo di una società, i beni di Tizio. Cioè, in altre parole la banca non ha perso nulla, tranne una cifra scritta sullo schermo di un PC; ma in cambio ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni, case".


Voglio concludere questa mia, già introdotta dalla frase «ascesa al potere della quarta casta», sottolineandone a spiegazione una seconda: "usura = creazione, prima di denaro dal denaro, poi di denaro dal nulla".
Ciò perché tu spesso identifichi la terza casta sia col Mercato che con la Banca (= creazione di denaro dal denaro) o con la Borsa (= creazione di denaro dal nulla). Eppure sai bene che il sacro Corano (II, 275) permette il commercio, ma vieta l'usura. Non ti pare più logico distinguere il mercante dall'usuraio, attribuendo a quest'ultimo la quarta casta, quella servile, o facendone addirittura un fuori-casta (come gli intoccabili, paria indiani - cfr. © - o burakumin giapponesi - cfr. © - che siano)? Su ciò, cfr. anche ©.

Bi salama.
Gammal
23/09/2008

Caro Asno,
ci siamo chiesti più d'una volta, Carlo ed io, se questi plutocrati che mirano al potere mondiale siano immortali. Sarebbe la sola spiegazione logica, se pensi che ci provano da almeno tre o quattro secoli, ieri a danno dei cristiani e, oggi, dei musulmani. Possibile che lo facciano per la loro prole, come quegli insetti che muoiono iniettando le uova in un altro organismo? Mi pare improbabile. Gente così è più sterile d'un rotolo di garza.
C'è chi dice che siano lucertoloni particolarmente longevi (cfr. ©), se non immortali. Sarà. Certo è che Plutone, oltre alle ricchezze, sovrintende all'inferno. Comunque sia, per me questa avidità rimane incomprensibile. Al riguardo c'è qualche verso, presso L'agliuto (cfr. ©), sboccato come al solito.
Si dice «sboccato» o «sboccacciato»? Ma, in quest'ultimo caso, il Boccaccio è sboccacciato?
Bisogna stare all'erta. E distinguere, "come il grano dal loglio | così, tra giugno e luglio, | la cipolla dall'aglio".

Bi salama.
Gammal
19/09/2008

Caro Gammal,
hai concluso la tua ultima con le cosiddette «emissioni di pace [= gas tossici]», eufemismo moderno per "guerra", ovviamente antimusulmana (quella anticristiana essendosi conclusa circa sessant'anni or sono) e m'hai fatto pensare alla Bonino, che esulta per l'abolizione della pena di morte. Ma quale pena di morte? Quella a carico di chi, bene o male, ha subìto un regolare processo o quella comminata ed eseguita indiscriminatamente, alla 'ndòcojocojo (da Nagasaki a Falluja, per intenderci)? La prima,* ovviamente.

* È la stessa illogicità, per non dir d'altro, dell'aborto: laddove la mortalità prenatale od infantile degli antichi colpiva i meno adatti alla sopravvivenza, quella dei moderni miete vittime alla cieca, sopprimendo senza discriminare tra il forte e il debole. È un bell'esempio di coerenza, per una pseudo-civiltà che ha adottato il credo darwinista.

Dalla Bonino a Pannella, parlavi del filomassonico e filosionista Introvigne. Guarda che non v'ha differenza alcuna, tra quest'ultimo e Pannella (sempre pronto al digiuno in favore di chiunque non sia costretto a digiunare alla palestinese, cioè sul serio), i radicali rappresentando l'italica punta di diamante del pensiero moderno,* ovvero dell'indicibile.
Perché indicibile? Ce lo spiega G. Mattiuzzo, in Gran Maestro Garibaldi (riportato dall'amico Tortuga, cfr. ©), nell'affermare che "mentre vi è una sorta di censura morale verso qualsiasi accenno alla lobby filo-israeliana, è sufficiente andare sul sito ufficiale della lobby sionista degli Stati Uniti per apprendere che la politica in Medio Oriente di Washington è pesantemente influenzata dalle pressioni filosioniste" e che "come per la lobby filoisraeliana, anche per quanto riguarda la Massoneria, pur non essendo accettabile insinuare che essa abbia giocato un ruolo fondamentale nella formazione e nello sviluppo dell'Italia post-unitaria e repubblicana, è la Massoneria stessa che dichiara, con orgoglio e senza titubanza alcuna, di essere stata parte attiva e promotrice della politica italiana sia prima dell'Unità che poi".

* Debbo ancora a Tortuga la segnalazione di un bell'articolo di Radio Radicale sui miracoli di Ernesto Nathan (cfr. ©), che le malelingue considerano figlio dell'«Apostolo» (così definito, coll'A maiuscola, nell'agiografia in questione) Giuseppe Mazzini. Ti cito alcuni passaggi, "Negli anni in cui è stato Sindaco di Roma (dal 1907 al 1913), ha posto a fulcro del suo programma politico l’emancipazione dell’individuo e della società [...]. Per Ernesto Nathan lo sviluppo dell’individuo nella libertà e nella giustizia è il fine [...]. Bisognava liberare le menti da dogmi e superstizioni, educandole a pensare con la propria testa. Bisognava abituare all’esercizio dell’autonomia morale e alla gestione della libertà di scelta. Bisognava educare, insomma, all’etica laica della responsabilità, dove l’azione ha valore in se stessa e per le conseguenze individuali e sociali che implica [...]. Ebraismo, mazzinianesimo e massoneria, erano le tre nobili componenti intellettuali che interagiscono nella sua formazione e nel suo impegno politico [...]. Promuovere l’educazione per l’emancipazione dell’individuo è un dovere [...]. Il valore ebraico dell’impegno personale a migliorare se stessi e la società si coniuga con gli ideali mazziniani, in una formidabile mediazione dialettica [...]. La consapevolezza di migliorare se stessi e la società trova ulteriore linfa nell’incontro con la Massoneria, che aveva prodotto i grandi ideali di 'libertà', 'uguaglianza', 'fratellanza', base della rivoluzione americana e di quella francese".
Programma di sconvolgente attualità, quello dei grassetti [miei], non trovi? È passato un secolo, eppure oggi ogni politico farebbe sue le stesse frasi. Tranne quella seguente, ad onor del vero. “Hanno tentato di tutto - affermerà Nathan alla fine del suo mandato - ma una cosa non hanno mai osato: offrirmi denaro”. In effetti, trattandosi dell'erede di una grande famiglia di banchieri, sarebbe stato come offrir denaro ad un Rockefeller.

Concludo, vecchio mio, invitandoti a leggere tutto il brano di G. Mattiuzzo (magari presso Luogo Comune - cfr. © - che, dopo il salto della quaglia di FDF, s'è reso davvero indispensabile), meditando soprattutto il finale, perché, se pensiamo ai nostri nipoti ed alla scuola che li attende, temo che ci toccherà rimboccarci le maniche e dir loro che adesso ve lo racconta il nonno, come stanno le cose.

La Pace sia con te.
Asno
01/09/2008

Caro Asno,
mi fanno ridere quelle donne che pretendono di parlare a nome di tutte le donne. È un vecchio e lurido trucco. La cosa cominciò un secolo fa, ovviamente in Inghilterra, col femminismo: qualche esagitata, ben fornita di bigliettoni stampati ad hoc dalla solita cricca di usurai illuminati, si autoproclamò portavoce del gentil sesso e, nonostante l'irrisione di novantanovemilanovecentonovantanove sue simili su centomila, prese a battere la grancassa delle oggi cosiddette «pari opportunità».
E così, ieri grazie a manifestazioni e volantinaggio, oggi mediante il cavallo di Troia (accolto con tutti gli onori in ogni civile abitazione del pianeta) della televisione, siamo arrivati alla Bonino che, non insensibile al grido di dolore delle donne afgane, giustifica la presenza colà dei nostri militi col nobile scopo di sburqarle.
Il risultato è che, invece di permetter loro di sburqare i corpi, le condanniamo a non sbarcare il lunario, perchè, delle mogli, abbiamo fatto vedove e, delle figlie, orfane.
Onore ai nostri soldati.
E onore a quelle, se appartengono al genere femminile, che scrivono sui muri scemenze come la seguente: SUL CORPO DELLE DONNE DECIDONO LE DONNE. Quali donne decidono sul corpo di quali donne? Quelle che conosco io pensano 1) che sul loro corpo decida solo Allah (swt) e 2) che, se non il burqa, almeno il niqab se lo mettono perché così vuole Allah (swt).



Vedi la potenza dei media? Un po' alla volta, tomo tomo, cacchio cacchio, quel che non interessa a nessuno viene inoculato nelle orecchie di tutti. In tal modo chi lo nega più, all'ex regina della casa, il diritto di votare o il dovere di lavorare? Vieni avanti, donna moderna, affronta il tuo futuro a volto scoperto, senza remore. E senza figli, senza marito e senza famiglia, come si conviene ad una schiava.

Ma'as salama.
Gammal
12/08/2008

Caro Gammal,
non posso far più come mastro Titta, che se puliva 'r cul co' la man dritta. È un guaio. Provare per crederci. Del resto, poteva finire solo così. Prima la scintografia (che la pensavo riservata ai giapponesi), poi l'anamnesi e la risonanza maieutica (che le pensavo socratico-platoniche, anziché orfiche) e la prognosi è confermata: la mia vocazione è quella del fermacarte.
E vabbè. Me consolo co' L'agliuto (cfr. ©).

Pace a te, a me ed a tutti noi.
Asno
09/06/2008

Caro Gammal,
non so se lo sapevi. Certo non lo sapevo io, che l'eliocentrismo è una panzana. Finora me ne prendevo gioco, del presunto girotondo del nostro pianeta, sostenendo che solo un credente può smentire i propri sensi ed affermare, ad esempio, che l'anima è immortale, che il sole è immobile, che l'angioletto e il diavoletto esistono come esistiamo tu ed io e che la Terra se ne va a spasso. Tuttavia ero certo che qualche sperimentazione ci fosse stata. Niente. Non c'è uno straccio di prova, un calzino bucato di dimostrazione, un pannolone imbrattato di liberatoria demenza senile, niente di niente. L'ho scoperto grazie ad A. Marzocco, presso FDF (cfr. ©, © e ©), che laconicamente così conclude la prima parte del suo Galileo aveva torto: "Dimostrare il moto della Terra non è più necessario, dal momento che esso è una parte ormai accettata della teoria".
E la si insegna a scuola, la rivoluzione copernicana. Come la rivoluzione darwinista, il rivoluzionismo dell'evoluzionismo. Tutte panzane.
Ma non sono frutto del delirio d'un folle. Il disegno è sempre lo stesso: svalutare. Perché? Perché, se la Terra vagabonda come qualsiasi pianeta, quello che se ne interessa è un Dio ben misero. Perché, se l'uomo deriva dalla scimmia, perdono molto splendore Gesù, Maometto e Budda. Perché, se si usa un pezzo di carta invece dell'oro e dell'argento, la moneta (monnaie in francese, money in inglese, moneda in spagnolo) non ammonisce (dal latino monère, "avvertire") chi se ne serve.
Svalutazione, inflazione, usura tramite la scuola e della scuola stessa.
Dice bene Enrico Demme, povero maestro elementare, «La scuola è in mano all'Anticristo» (cfr. ©). Dice bene la nostra amica suor Nihilina, "Mariastella, ti prego, fa' sparire i diplomifici, invece di vessare le scuole cattoliche" (cfr. ©).















Meglio le scimmie. Quelle ci pensano, al loro futuro. Sai come si indignerebbero, se venissero a sapere che noi le consideriamo nostre progenitrici?

Pace a te.
Asno
22/04/2008

Caro Gammal,
l'usura del tempo ha fatto 'sì che il tempo dell'usura sia quello in cui pastorizia e agricoltura, di fatto, coincidano in una sola nostalgia. Voglio dire che la Banca mondiale, erede sia del mercante nomade che dell'usuraio stanziale, ha relegato nel mondo dei ricordi non solo il pecoraio Abele, ma anche Caino il contadino.
Al riguardo, ti prego di leggere quattro versi presso L'agliuto (cfr. ©).



E pensare che la spiga di grano era l'oggetto di meditazione per eccellenza, nei misteri eleusini. "Si le grain ne meurt - diceva Gide - come fa a risorgere?". Siamo riusciti a sterilizzare anche il grano, dopo l'uomo. L'uomo occidentale, s'intende. Per dir meglio, l'uomo ateo occidentale. Cristiani e musulmani (più questi che quelli, in verità), grazie a Dio, continuano a riprodursi.

Pace a te.
Asno
10/04/2008

Caro Asno
hai mai visto un ateo povero?
Secondo me, si tratta di una contraddizione in termini, di quanto cioè i linguisti definiscono «ossimoro» (dal greco osys, "acuto", e moros, "ottuso"). Se è così, si capisce subito perché i banchieri, i nostri governanti autentici, siano tutti atei.
E lo sono ancor di più oggi, in questo mondo dominato da un'usura completamente diversa da quella antica, che permette di creare denaro dal nulla.
Sul tema, c'è l'ottimo C. Bianchini che, presso FDF, ha pubblicato la terza parte del suo saggio La vera causa dell’inflazione e del debito pubblico (cfr. ©). Vi si spiega brevemente in che cosa consiste l'immonda truffa del sistema bancario moderno.

"La BCE emette 100 euro di cartamoneta nominale e la consegna (tramite Bankitalia) allo Stato. Questi in cambio si indebita verso la BCE per l’ammontare nominale della cartamoneta ricevuta. Su questi titoli lo Stato dovrà riconoscere alla BCE degli interessi passivi, il cui tasso viene deciso dal sistema bancario. La BCE iscrive tra le sue riserve un valore pari alla nuova cartamoneta consegnata (euro 100). Su questo ammontare, ma al netto delle proprie spese di gestione, la BCE riconosce allo Stato italiano interessi attivi (il cui tasso è deciso sempre dai banchieri, non dallo Stato). Nel tempo, quindi, l’ammontare sul quale lo Stato deve riconoscere gli interessi alla BCE (rappresentato dai titoli ceduti) è costante, mentre l’ammontare su cui la BCE riconosce gli interessi passivi allo Stato è decrescente in quanto questo valore viene annualmente decurtato dai costi di gestione della BCE.
[...] I titoli ricevuti dallo Stato italiano vengono girati dalla BCE alle Banche Centrali nazionali e da queste alle banche commerciali per la collocazione al pubblico.
Questi titoli, sia quelli venduti che quelli non collocati, giacciono sino alla scadenza nei conti titoli delle banche. Questi conti sono considerati dal sistema bancario come veri e propri depositi. Su di essi pertanto il sistema bancario può generare ulteriore moneta (cosiddetta «moneta bancaria») attraverso un meccanismo denominato «di riserva frazionaria». Il meccanismo prevede che su ogni ammontare ricevuto in deposito un istituto di credito deve conservarne a titolo di riserva solo una frazione, ed il resto può essere utilizzato per effettuare prestiti. In ipotesi di riserva frazionaria del 2% (nella realtà oggi è ancora più bassa, perché si parla di una percentuale inferiore all'1%) con questi 100 euro di titoli in deposito le banche possono prestare sino a 4.900 euro e lucrare interessi su tale ammontare.
Ad esempio. La banca 1 presta 98 euro e ne tiene 2 a riserva. La banca 2 ne presta 96,04 e ne tiene 1,96 a riserva, e così via, sino ad avere generato crediti virtuali per complessivi 4.900 euro, ma coperti sempre e solo da quegli unici 100 euro iniziali.
Ad un tasso ipotetico, ma attuale, del 6%, questo comporta un guadagno, per il sistema bancario, di euro 294, pari al 294% del capitale iniziale ricevuto di 100 euro.
[...] Quando lo Stato riceve i 100 euro di nuova cartamoneta emessi dalla Banca Centrale (a fronte dei quali ha emesso i 100 euro di titoli) li mette in circolazione.
Questo ammontare, distribuito alla collettività, inevitabilmente entra nel circuito bancario sotto forma di depositi.
Pertanto, sempre con la ipotizzata riserva frazionaria del 2%, le banche potranno creare un ulteriore credito di moneta bancaria di 4.900 euro e realizzare, sempre in ipotesi di un tasso di interesse medio del 6%, altri 294 euro di profitti.*
Non male davvero.
A fronte di un’unica erogazione di 100 euro di cartamoneta da parte della Banca Centrale (non coperta da alcuna garanzia o bene reale), cui ha corrisposto un’emissione da parte dello Stato di 100 euro in titoli coperti da garanzie reali al 100%, sui quali i cittadini vengono tassati per pagare i relativi interessi, il sistema bancario, che non produce nulla ed i cui costi pesano sulla collettività, nell’esempio citato ha guadagnato qualcosa come il 588% di profitto in un anno emettendo moneta bancaria virtuale, non coperta da alcunché, per complessivi 9.800 euro.

* Qualcuno obietta che comunque le banche si accollano un certo rischio di insolvenza in quanto il titolare di un deposito bancario potrebbe sempre richiedere i propri soldi alla banca, e che sui depositi comunque il sistema bancario deve riconoscere interessi attivi. E anche su questi punti emerge l’assoluto dominio del sistema bancario sull’economia reale: la lobby si muove come un unico monopolista imponendo al mercato una forbice su cui lucrare tra interessi attivi da riconoscere sui depositi dei clienti (oggi più o meno lo 0,25%) e quelli passivi da incassare per i prestiti erogati (oggi mediamente oltre 8%), ed in secondo luogo fa in modo che i soldi rimangano il più possibile all’interno del sistema bancario, facendo promuovere norme che scoraggiano l’uso del contante a favore della moneta elettronica".

Non riusciamo neppure ad immaginare, temo, di che cosa siano capaci i possessori di tanta ricchezza. Capisci perché ormai tutto è sotto il loro controllo? Non solo. Se lo Stato non si ribella alla Banca, evidentemente, è perché ne è complice. E lo è da almeno tre o quattro secoli, da quando cioè è nata quell'istituzione assurda che s'è chiamata di volta in volta Banca d'Inghilterra, di Francia, d'Italia e così via. A questo miravano lo scisma anglicano, la rivoluzione francese, il risorgimento italiano e compagnia bella.

Bi salama.
Gammal
31/03/2008

Caro Gammal,
dovresti leggere un articoletto di S. Morandi, apparso su "Liberazione" e pubblicato presso Come don Chisciotte, L’economia globale sarà salvata dalla finanza islamica? (cfr. ©). Vi si paragona la finanza occidentale, cioè l'usura elevata a sistema di vita, con quella islamica.
"Diversi analisti - afferma l'autrice - prevedono che nel 2010 il giro d'affari dei fondi rispettosi della legge islamica toccherà il trilione di dollari, crescendo ogni anno del 15 per cento. Un business che non è stato compromesso, se non marginalmente, dalla crisi dei mutui. Ai giornalisti stupefatti il governatore della banca centrale del Bahrain ha spiegato pazientemente che «la nostra religione vieta i prestiti basati sull'interesse o sulla commercializzazione dei debiti; ogni prodotto finanziario deve essere trasparente e, in tutto e per tutto, compatibile con i dettami del Corano». L'investitore musulmano quindi non potrebbe mai acquistare prodotti complessi come le famigerate collaterized debt obligations, astrusi prodotti finanziari che sono tra le principali cause della tempesta subprime.
[...] Quel che colpisce è che nei paesi islamici si sia riusciti a fare, attraverso la religione, quel che da noi non si è riusciti a fare con l'etica: costruire sistemi finanziari stabili e fortemente connessi alla realtà produttiva e al riparo dall'infezione dell'economia criminale. Come scrive Loretta Napoleoni in Economia canaglia: «La finanza islamica rifiuta istituzioni quali gli hedge funds e i private equity, che si limitano a moltiplicare il denaro spostandolo verso investimenti ad alto rischio e alto reddito. Il denaro è solo un mezzo o uno strumento di produttività, come avevano originariamente immaginato Adam Smith e David Ricardo. Questo principio è cementato nei sukuk, le obbligazioni islamiche, che devono sempre essere legate a investimenti reali, per esempio la costruzione di un'autostrada a pedaggio, e mai destinate a scopi puramente speculativi».
[...] Com'è noto, fino alla fine del Medioevo, anche il cristianesimo condannava l'usura intesa come qualsiasi pagamento dovuto per un prestito di denaro. La famosa massima aristotelica - «il denaro non può generare denaro» - venne fatta propria dal Concilio di Lione II che, nel 1274, condannò espressamente la riscossione di interessi a fronte della concessione di un mutuo, perché considerata come una vendita di denaro con pagamento differito, i cui interessi non erano giustificabili dalla variante del tempo, visto che il tempo era considerato 'bene comune'. La condanna non aveva quindi a che fare con l'entità del tasso di interesse richiesto: prestare denaro era considerato peccato, qualsiasi compenso fosse richiesto in cambio.
La condanna aristotelica (ed evangelica) in Occidente venne dimenticata con l'avvento dei mercanti, mentre rimase nell'Islam.
[...] La finanza islamica propugna l'equa spartizione dei rischi e dei guadagni che risale ai primi tempi dell'Islam, quando la forma di finanziamento applicata correntemente consisteva nell'associare chi concede il prestito e chi lo ottiene. I teorici della finanza islamica ritenevano - a ragione - che questo sistema si adattasse meglio sia ai bisogni economici del mondo islamico che alle esigenze morali della religione. In effetti, mentre la banca classica privilegia i possessori di capitali o di beni suscettibili di essere ipotecati, la finanza associativa favorisce gli imprenditori dinamici, anche se hanno pochi fondi. A tutto ciò l'Islam aggiunge anche una dimensione caritativa: nella gestione della zakat (l'elemosina, che per i musulmani è precetto religioso), le banche hanno l'obbligo di lottare contro la povertà e l'esclusione.
Il nuovo sistema finanziario islamico si fonda quindi su due principi di finanza associativa: la mudaraba (accomandita) e la musharaka (associazione). Altri strumenti 'neutri', come la murabaha (dove la banca svolge il ruolo di intermediario commerciale, comprando le merci necessarie ai suoi clienti e realizzando un profitto rivendendogliele), dovrebbero svolgere un ruolo di transizione per permettere alle banche di realizzare un reddito in attesa della diffusione dell'uso della finanza di partecipazione".

Fin qui, nulla da ridire. Dove invece la Morandi ti fa arrabbiare è nel passo seguente. "Dal punto di vista laico non è molto rassicurante il fatto che gli unici garanti del rispetto di questi virtuosi precetti siano le autorità religiose, incaricate di vegliare sulle virtù delle banche islamiche così come vegliano sulla macellazione degli animali. Ma di fronte alla catastrofe economica provocata dagli speculatori dobbiamo ammettere che non ci dispiacerebbe affatto se il Papa si volgesse alla tradizione anche in questo campo, condannando alle fiamme più o meno eterne chi gioca d'azzardo con il nostro futuro". Hai capito? Dopo tre secoli di cannonate antiecclesiastiche, mo' spuntano le lacrime di coccodrillo.
Non solo. Come si può essere così sprovveduti da [fingere di] ignorare che un'eventuale condanna vaticana dell'usura non sarebbe separabile dalla condanna, per esempio, del divorzio, dell'aborto, della coppia gaia, della triste prole e così via?

Pace a te.
Asno